L’ex studentessa chiede giustizia dopo essere stata stuprata dal branco all’Università. I fatti e il caso finito in tribunale.
La procura della contea di Tompkins, nello Stato di New York, ha deciso di riaprire l’indagine sul presunto stupro di gruppo che sarebbe avvenuto nel 2024 all’interno di una confraternita della Cornell University. La decisione arriva dopo la causa civile presentata a settembre dalla giovane ex studentessa che accusa sette membri della confraternita Chi Phi di averla drogata e violentata.

Stuprata dal branco: la vicenda
La ragazza, indicata negli atti giudiziari con il nome di fantasia Jane Doe, all’epoca dei fatti aveva 20 anni ed era una studentessa della prestigiosa università di Ithaca. Secondo quanto sostenuto nella denuncia, nell’ottobre del 2024 sarebbe stata resa incapace di reagire dopo aver assunto una sostanza che, secondo l’accusa, le sarebbe stata fatta consumare con l’inganno. La giovane sostiene quindi di essere stata aggredita sessualmente da sette studenti all’interno della casa della confraternita.
Dopo i fatti era stata avviata un’indagine interna dell’università, ma non erano state formulate accuse penali nei confronti dei presunti responsabili. Secondo quanto riferito dalla stampa americana, due degli studenti coinvolti erano stati espulsi dall’ateneo. La vicenda è tornata al centro dell’attenzione dopo la causa civile presentata dalla ex studentessa contro Cornell, la confraternita e i sette giovani, accusati di non averla protetta e di non aver impedito l’aggressione.
Il caso si riapre: in cerca di giustizia
Il procuratore distrettuale Matthew Van Houten ha quindi annunciato la riapertura dell’inchiesta. L’ufficio della procura intende sottoporre il caso a un grand jury, che dovrà valutare l’eventuale formulazione di incriminazioni. Il procuratore ha spiegato che nel 2024 non erano state avviate accuse penali anche perché la versione contenuta nell’attuale causa civile presenterebbe differenze rispetto al racconto fornito inizialmente dalla giovane agli investigatori.
L’inchiesta torna così sul piano penale, mentre resta aperta anche la causa civile intentata dalla studentessa.